«Io sono tanto fragile da pensare sempre all'amore, nelle sue varie specificazioni, e sento la voglia di essere amato per poter amare: un circolo virtuoso per cui la voglia di amare coincide soltanto con l'essere amato: due fragilità si uniscono e si fanno forza dentro il segreto, nel mistero dell'amore. Assieme all'amore esistono l'amicizia, la simpatia. La solidarietà: volti certo minori che, però, ne contengono l'essenza, il bisogno dell'altro. La mia fragilità significa che ho bisogno dell'altro: di lei che si faccia parte di me senza confini e distinzioni, di chi mi possa aiutare con la voglia di mostrarsi amico poiché sa che io sento la voglia di esserlo per lui».
VITTORINO ANDREOLI, L'uomo di vetro
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RispondiEliminaNon chiedersi - e non non sapere - perché questo qualcuno ti ami a sua volta. Se l'amore sia gratuito possiamo scoprirlo mettendoci a nudo e offrendo il nostro amore gratuito.
RispondiEliminaChiedere perché significa non credere a quell'amore. Significa in fondo non amarsi. Riconoscersi amati è il passo più grande e più maturo che possiamo. Cercare di conoscere il perché significa capire l'amore con la testa. I perché dell'amore non sono noti alla ragione.
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RispondiEliminaNon riesco a capire quello che intendi. Punto primo, credo che siamo su due binari diversi. Parlo dell'amore in senso lato e anche il libro che ho citato; è il racconto di una vita da psichiatra, di un amore che si fa comprensione di un dolore, che si fa compagnia, che si fa ascolto, che si fa condivisione. Che cosa intendi con quel "sapere"? E poi in un commento hai scritto "non sapere perché questo qualcuno ti ami a sua volta", ora mi scrivi "non sapere perché uno NON TI ami più".
RispondiEliminaNon parlo di storie d'amore finite.